Un po' di storia

La prima stazione meteorologica in Valle d’Aosta risale al 1817, anno in cui fu istituito l’Osservatorio presso l’Ospizio del Gran San Bernardo, appartenente all’Istituto Svizzero di Meteorologia a partire dal 1864. Nel 1840 venne invece fondato da Georges Carrel l’Osservatorio di Aosta.

A partire dalla seconda metà dell’800 la rete di osservazione fu ampliata dapprima sotto l’influsso dell’appassionatissimo Padre barnabita Francesco Denza e poi con l’intervento dell’Ufficio Centrale di Meteorologia. Con l’istituzione del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, la Valle d’Aosta viene inserita nel "Compartimento del Po”. In questo periodo si osserva un marcato sviluppo delle stazioni di osservazione di supporto all’importante attività idroelettrica. Nelle stazioni, ubicate prevalentemente presso dighe e centrali idroelettriche ma anche presso parrocchie e abitazioni private, si monitora generalmente l’andamento delle precipitazioni, delle temperature e dell’altezza del manto nevoso.

A partire dai primi anni ’90, si assiste all’installazione delle stazioni a funzionamento automatico posizionate per monitorare dapprima gli effetti del disastroso incidente nucleare di Chernobyl (i cui punti di osservazione costituiscono parte integrante della rete gestita dall’ARPA Valle d’Aosta) quindi, con la nascita dell'Ufficio idrografico regionale, per vigilare sulle derivazioni rilasciate dall’Ufficio concessioni acque dell’Assessorato dei lavori pubblici. L’alluvione del 2000 pone in ginocchio l’intero territorio regionale e, negli anni successivi, la rete automatica subisce un notevole incremento del numero di stazioni, che si traduce nella realizzazione di una rete capillarmente distribuita sull’intero territorio.

A partire dal 2009 l'accorpamento dell’Ufficio idrografico e dell’Ufficio meteorologico regionale nel Centro funzionale regionale, attivato nell'aprile dello stesso anno, pone in capo ad un'unica struttura la gestione della rete di monitoraggio ambientale della Regione.