Previsioni stagionali

Le previsioni stagionali sono un tentativo di predire, con molto anticipo, l’andamento meteorologico a grandi linee su vaste scale areali. In pratica, l’obiettivo è dire se i mesi della stagione successiva saranno più umidi o più secchi del normale (precipitazioni previste in confronto con la media climatica) e più freddi o più caldi del normale (confronto tra le temperature previste e la media climatica). Non esiste alcuna possibilità di predire con mesi di anticipo l’andamento meteorologico in una data località un dato giorno, e anche questo tipo di previsione generica va utilizzato, allo stato attuale, più per scopi di ricerca scientifica che per applicazioni reali.


Il principio di partenza che sta alla base di questo genere di previsioni è del tutto diverso da quello delle  previsioni a breve e medio termine dei classici bollettini meteorologici, e non può essere basato solamente su modelli matematici che simulano l’evoluzione dell’atmosfera.


Un metodo per effettuare le previsioni stagionali consiste nel valutare una serie di indici (solari, atmosferici, oceanici e altro) e le possibili teleconnessioni ("se in questa parte del pianeta succede così, allora statisticamente dopo po’ di tempo in quell’altra parte del pianeta succederà cosà…”). Per simulare l’evoluzione sul lungo periodo tramite modelli matematici, occorre che questi tengano in considerazione non solo la componente atmosferica ma anche quella oceanica del "sistema Terra”.


I processi di interazione aria-mare che descrivono i complicati scambi tra l’atmosfera e gli oceani sono infatti essenziali per rappresentare il ciclo ENSO (El Niño Southern Oscillation), ovvero la fluttuazione a larga scala delle temperature oceaniche, le precipitazioni, la circolazione atmosferica, i moti verticali e la pressione lungo il Pacifico tropicale. Tale ciclo implica fluttuazioni a scale ancora più vaste, con cambiamenti nelle SST (temperature della superficie del mare) che spesso si estendono anche agli altri oceani; analogamente, i cambiamenti nel regime delle piogge e dei venti si possono propagare a distanze di più di mezza circonferenza della Terra. Gli estremi del ciclo ENSO prendono il nome di El Niño (episodi di Pacifico caldo) e La Niña (episodi di Pacifico freddo). Il ciclo ENSO è la più grande, ma non l’unica, fonte conosciuta di variabilità climatica su scale annuali.


Occorre evidenziare come allo stato attuale le previsioni stagionali non abbiano una particolare validità per l’Italia e l’Europa, e per le medie latitudini in generale, mostrando invece la possibilità di fornire qualche indicazione in certe zone tropicali e del continente americano.


Per approfondimenti potete consultare i link sottostanti oppure il documento pdf scaricabile nel box qui affianco, contenente la descrizione dei principali indici utilizzati per le previsioni stagionali e ulteriori link.


http://www.ecmwf.int/en/forecasts/tools-and-guidance/documentation-and-support/long-range
http://www.lamma.rete.toscana.it/meteo/previsioni-stagionali