Rendiconto mensile

Il rendiconto mensile costituisce la prima pagina del bollettino idrologico e fornisce una serie di indicazioni relative allo stato attuale delle risorse idriche disponibili sul territorio e informazioni di tipo meteo-climatologico. Per approfondimenti è possibile scaricare il bollettino idrologico. E' possibile consultare i precedenti bollettini nella sezione archivio

Dicembre 2018

Precipitazioni

Le precipitazioni del mese di dicembre 2018, mediate sull'intero territorio regionale, sono risultate, con un valore pari a circa 50 mm, inferiori alla media storica mensile ma comunque entro il campo di variabilità normale della grandezza. L'analisi a livello locale condotta sulle stazioni di Rhêmes-Notre-Dame, Gressoney-Saint-Jean e Pontboset permette di osservare come la precipitazione totale sia conseguenza di più fenomeni precipitativi di intensità contenuta e come le piogge più abbondanti siano risultate quelle osservate sui settori nord occidentali piuttosto che su quelli orientali della regione.

Con dicembre è infine possibile procedere con un bilancio qualitativo delle precipitazioni annuali. La pioggia cumulata complessiva mediata sull'intero territorio regionale è risultata pari a circa 1135 mm che rappresenta il terzo contributo più importante dal 2000. Tale risultato è conseguenza delle abbondanti precipitazioni che hanno caratterizzato l'inverno e la primavera a cui si aggiunge il contributo delle significative precipitazioni registrate nell'evento di fine ottobre- inizio novembre. A livello locale presso le stazioni campione si nota come per effetto delle precipitazioni invernali, l'andamento progressivo delle precipitazioni cumulate si sia sempre mantenuto oltre il campo di variabilità normale della grandezza.



 

Temperature

L'analisi del gradiente termico, valutato con i dati delle stazioni al suolo, evidenzia un mese di dicembre più caldo del passato con temperature generalmente superiori all'andamento storico di confronto di oltre 1,5 °C con uno scostamento che si amplia all'aumentare della quota. A livello locale, presso le stazioni di Saint-Christophe e Issime si può osservare come l'attuale mese risulti tra i più caldi osservati dall'inizio delle osservazioni nelle rispettive stazioni e come i giorni di gelo (Tmin<0°C) e di ghiaccio (Tmax<0°C) risultino decisamente inferiori a quanto osservato in passato.

Il 2018 è risultato nel complesso un anno più caldo rispetto al passato (dal 2002). Dall'analisi del gradiente termico con i dati delle stazioni al suolo si nota uno scostamento, leggermente divergente all'aumentare dell'altitudine, di circa 0,6 °C. Tale comportamento è il risultato di una stagione invernale e primaverile generalmente confrontabili con il passato e successivi estate e autunno caratterizzati da temperature più calde.


Deflussi

L'analisi dei deflussi del mese di dicembre permette di osservare come, presso la stazione di Tavagnasco*, le portate siano risultate ben confrontabili con il comportamento storico. Interessante l'analisi sulle sezioni in territorio regionale, sulle quali risultano valori mensili superiori alle medie storiche. E’ ipotizzabile che tale comportamento sia da ricondurre alle alte temperature che non hanno permesso l'accumulo di neve al suolo e, anzi, favorito i processi di fusione del manto nevoso.

* stazione afferente alla rete di monitoraggio di Arpa Piemonte.

Neve

L'analisi relativa all'indice SCA (Snow Covered Area), elaborato con i tecnici di Arpa Valle d'Aosta (http://www.arpa.vda.it/it/effetti-sul-territorio-dei-cambiamenti-climatici/neve/swe) permette di osservare come la copertura della neve si sia progressivamente ridotta sulla regione da valori oltre la media a superfici ricoperte inferiori al valore storico di confronto. Tale comportamento è presumibilmente da attribuire sia all'effetto delle temperature alte sia per la mancanza di precipitazioni importanti nella seconda parte del mese. Seppur con una variazione meno accentuata anche l'andamento dell'indice SWE (Snow Water Equivalent) segna un calo della quantità di acqua immagazzinata disponibile da valori a inizio mese di circa 650 milioni di metri cubi a volumi a fine anno di circa 560 milioni di metri cubi con perdita di risorsa dell'ordine di grandezza dei 100 milioni di metri cubi.