FAQ


Che differenza c'è tra meteorologia e climatologia?

La meteorologia si occupa di prevedere che tempo farà nei prossimi giorni, la climatologia si occupa dell'andamento medio del tempo in un periodo anche molto lungo, considerando generalmente periodi di almeno una trentina d'anni.

Come si formula una previsione?

Si parte dalle osservazioni, ovvero si cerca di capire cosa sta succedendo e perché, attraverso l'osservazione delle immagini da satellite (consentono d'individuare la nuvolosità), dei radar (individuano e stimano le precipitazioni in atto), dei radiosondaggi (forniscono un profilo verticale dell'atmosfera), delle fulminazioni e dei dati della rete osservativa sia a livello sinottico (Europa – Atlantico) sia focalizzando a livello regionale. E' inoltre importante a livello locale l'osservazione diretta del cielo, anche tramite l'ausilio di webcam.
Tutto questo aiuta a capire che tempo sta facendo e a fare una stima dell'evoluzione per le prossime ore, due o tre al massimo. Per spingersi oltre con la previsione – fino a tre-sette giorni a seconda del dettaglio – è però necessario ricorrere ai modelli matematici, previo confronto con i dati osservati, valutandone le indicazioni, interpretandole e calandole nella realtà locale.

Che cosa fanno i modelli matematici?

Partendo da tutte le osservazioni disponibili, simulano l'evoluzione del tempo per i giorni a venire in punti precisi ("punti griglia”), distanti alcuni chilometri l'uno dall'altro, attraverso l'utilizzo delle leggi della fisica che governano l'atmosfera.
I modelli si dividono in "globali” (detti GCM), che simulano l'evoluzione dell'atmosfera su tutta la Terra, con una risoluzione quindi non troppo spinta (in genere 10-30 chilometri), e in modelli ad "area limitata” (detti LAM), che focalizzano su porzioni più ristrette di territorio, potendo pertanto spingersi a risoluzioni più elevate (sotto i dieci e fino a due-tre chilometri). I LAM sono necessariamente "guidati” da un modello globale, in pratica utilizzano i dati iniziali e al contorno forniti da un GCM.

Quindi un modello ci dà la probabilità di pioggia?

Ogni modello matematico, contrariamente a quanto forse spesso si crede, non è probabilistico, ma deterministico: fornisce uno scenario ben preciso, che a seconda delle situazioni si discosterà più o meno dalla realtà: il concetto di probabilità, sempre presente quando si parla di previsioni meteo, è ricavato indirettamente dall'osservazione dell'output di diversi modelli.

Per quanto tempo è valida una previsione?

Mediamente, l'affidabilità è alta per i primi tre giorni, per diminuire poi più o meno progressivamente. Si tratta del cosiddetto "effetto farfalla”: un errore anche infinitesimo delle condizioni iniziali può propagarsi e fornire scenari completamente diversi dopo 4-5 giorni.
In pratica, quando tutti i modelli indicano uno scenario simile, la previsione sarà più attendibile, quando divergono tra di loro, la predicibilità diminuisce.
Una previsione di dettaglio, distinguendo tra i diversi settori della Valle d'Aosta, è quindi fattibile fino a tre giorni, anche se si può provare a spingersi oltre, fino a circa una settimana, diminuendo il dettaglio spaziale.

E la validità di una previsione è sempre la stessa?

Ovviamente l'attendibilità di una previsione dipende anche dal tipo di situazione meteorologica: in presenza di un potente campo anticiclonico sarà possibile fornire indicazioni molto più attendibili e a lungo periodo che in prossimità dell'arrivo di un piccolo vortice depressionario, con traiettoria che può rimanere incerta fino a poche ore dall'evento.

Che differenza c'è tra un bollettino testuale come quello del nostro sito e i bollettini automatici riferiti a singole località, ormai diffusissimi anche tramite app per smartphone?

I bollettini automatici sono forniti su base informatica, senza il contributo di un "previsore”. In pratica, selezionando la località scelta, ci si "aggancia” al punto griglia più vicino del modello che il sito/l'app utilizza, e si ricava la previsione per i prossimi giorni a intervalli di poche ore.
Sicuramente è un metodo "comodo”... ma qual è il limite? Intanto, una previsione di questo tipo è appunto fatta in automatico, quindi senza l'interpretazione di un previsore in grado di conoscere le caratteristiche del proprio territorio, inoltre non ha senso spingersi al dettaglio di singole località a una scadenza temporale superiore ai due o tre giorni, per i limiti di predicibilità atmosferica già visti. Le previsioni automatiche fino a 15 giorni con passo orario su singole località non hanno alcun valore scientifico.

E' proprio vero che le previsioni automatiche di dettaglio a lungo termine non hanno valore?

Se si ha la pazienza di andare a controllare, dopo 6 ore (o 12 ore, a seconda di ogni quanto tempo viene fatto l'aggiornamento automatico) la situazione può essere completamente cambiata, una previsione di nevicata trasformata in sole senza una nuvola, proprio perché l'output dei modelli, oltre i tre giorni, è soggetto a repentini cambiamenti.

Sono validi i dolori reumatici e le cipolle sul davanzale della finestra per capire che tempo farà?

Sicuramente i fenomeni meteorologici possono influire sul fisico e sull'umore delle persone e degli animali; manca tuttavia un supporto scientifico che permetta di utilizzare tali fenomeni per fare una previsione, i modelli matematici rimangono più affidabili!


C’è un solo livello di criticità?

No. Ci sono tre livelli, oltre al codice verde che rappresenta la situazione ordinaria:

  • Codice verde: assenza di fenomeni significativi prevedibili
  • Codice giallo: i fenomeni previsti sono potenzialmente pericolosi. Si tratta di fenomeni che possono colpire piccole aree, oppure, se diffusi sul territorio, non di grande entità.
  • Codice arancione: i fenomeni previsti sono pericolosi. Si tratta di fenomeni di grande entità, che colpiscono aree estese del territorio.
  • Codice rosso: i fenomeni previsti sono molto pericolosi. Si tratta di fenomeni di straordinaria entità, che colpiscono aree estese del territorio.


Il bollettino di criticità è prodotto tutti i giorni?

Sì. È prodotto 365 giorni all’anno entro le 14.00. In caso di criticità è inviato ai sindaci tramite fax.


Quali informazioni contiene il bollettino di criticità?

Sintetizza le previsioni per il pomeriggio di oggi e per la giornata di domani dei seguenti rischi: meteo, frane, inondazioni e valanghe. Riporta le zone della Valle d’Aosta per cui è stata emanata una criticità e il tipo di rischio per cui è stata definita.


Quali variabili misura la rete idrometeororologica gestita dal Centro Funzionale?

Precipitazione, temperatura, altezza della neve al suolo, altezza del livello dei torrenti e relativa portata, velocità e direzione del vento, umidità dell’aria e del suolo, pressione dell’aria, soleggiamento e radiazione.


Da quante stazioni è composta la rete del Centro Funzionale?

93 stazioni automatiche e 10 stazioni manuali. A questa rete si aggiunge quella gestita da Arpa, composta da 11 stazioni automatiche.